Azienda, reputazione e gradevolezza. L’employer branding come leva di successo aziendale

Come fa un’azienda a piazzare un prodotto sul mercato? E subito dopo come fa a garantirne la crescita?

Dal punto di vista della produttività, come fa un’azienda ad ottenere performance eccellenti dal personale?

E come evita di perdere i migliori performer che ha? E come fa a trovare nuovi top performer?

Ho trovato emblematica la vicenda tra Higuain e Napoli Calcio: una traumatica rottura è avvenuta proprio al picco della performance. Per il Napoli Calcio la ricaduta in termini di #reputazione non è stata positiva creando problemi ad attirare un nuovo top player.

Andando a situazioni più vicine alle nostre realtà, in ogni azienda è viva l’aspirazione ad ingaggiare (o tenere ingaggiati) top performer. Tale aspirazione obbliga l’azienda a tenere standard da top company, un’azienda in cui è desiderabile realizzare la propria crescita professionale in cambio di alta #profittabilità.

 

Al momento della scelta di un’azienda i top performer si attengono alla seguente gerarchia di valutazione:

  1. Reputazione: è la prima cosa che un’azienda trasmette all’esterno. Oltre al brand ed suoi valori occorre essere in grado di trasmettere rispettabilità, affidabilità, crescita, convenienza, gradevolezza e coerenza. Mica roba da niente!
  2. Dimensioni: per i top performer le dimensioni contano. L’azienda deve essere in grado di mostrare grandezza nel fatturato, ma può andar bene anche il numero di clienti o dei dipendenti, ma anche le opportunità di nuovi business, etc;
  3. Benessere: La vera aspirazione dei top performer è riuscire a star bene sul luogo di lavoro. Un luogo in cui a concentrazione, proattività e abnegazione si possano trovare anche crescita, passione per il lavoro ed i risultati conseguenti, semplicità, ascolto, condivisione, flessibilità e se possibile divertimento;
  4.  Aggiornamento: La crescita deriva dal miglioramento delle pratiche e dei processi. Le organizzazioni che sono attente all’ammodernamento di procedure, attrezzature e strumenti hanno un appeal unico. In casi come questi il top performer sentitamente ringrazia;
  5.  Compenso: il punto più caldo può essere preso in considerazione solo dopo i quattro punti precedenti, al termine del percorso di reciproca valutazione e finalmente si arriva alla trattativa contrattuale;

 

Abbiamo appena osservato che la reputazione aziendale è la prima cosa di cui avere cura. L’employer branding è la metodologia di sviluppo della reputazione aziendale che si rivolge al capitale umano, in particolare ai top performer. Le molteplici prassi messe in campo negli ultimi 25 anni sono state raccolte in un’unica metodologia in grado di rendere l’azienda costantemente attrattiva.

Ciò spiega anche perché un semplice annuncio di lavoro, diffuso senza una #strategia di employer branding, pesca più facilmente tra profili indesiderati che tra candidati desiderati.

Sorprende infine osservare l’alto numero di aziende – soprattutto piccole e medie – che non rilevano questo limite e proseguono ad investire in soluzioni molto onerose e dai risultati non sempre soddisfacenti. Ma gli scenari sono mutati e presto o tardi ciascuna azienda dovrà provvedere, se non per il #successo quantomeno per proseguire a sopravvivere nel mercato.

Ogni organizzazione può disporre delle strategie di employer branding adeguate e alla portata dei business e dei mercati correnti.

 #employerbranding

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