Azienda: come rilevare e gestire danni e costi da stress da lavoro correlato

Contesto

SSi può affermare che le condizioni del lavoro migliorano grazie al dinamismo di innovazione tecnologica, interscambi, processi, procedure, organizzazioni.
Allo stesso tempo si può affermare che al lavoro aumentano le circostanze in cui non ci si sente a proprio agio. Basti pensare a cosa viene richiesto oggi quando si parla di obiettivi, standard, qualità, performance, risultato, relazioni.
Datori di lavoro e operatori devono fare i conti con lo stress lavoro correlato (SLC).

Il D.Lgs. 81/08 ha introdotto SLC

In Italia SLC ha compiuto 10 anni ed un primissimo bilancio rivela che la sua applicazione si limita alla mera formalità: carte e poco più. Sembra che il datore di lavoro sottovaluti gli impatti in termini di danno e conseguenti costi che possono pesare sul futuro stesso dell’azienda.

Il dato da EU-OSHA (Agenzia Europea per la Sicurezza e la Salute sul Lavoro)

L’indagine su “Calcolo del costo di stress dovuto al lavoro e rischi psicosociali” ha analizzato diversi studi sulla forza lavoro dell’Unione Europea, nel periodo 1999-2012.
Il 28% (55 milioni di lavoratori europei) ha dichiarato che il proprio benessere mentale era “disturbato” da fattori esterni come il troppo lavoro e il poco tempo per svolgerlo. Il 14% ha segnalato come principali problemi di salute stress, depressione e ansia.

Lo scenario conseguente

Secondo l’EU-OSHA lo stress lavoro correlato si determina “quando le richieste dell’ambiente di lavoro superano la capacità dei lavoratori di farvi fronte o controllarle“. Da un lato ci sono i rischi legati direttamente alle attività svolte dall’azienda per i quali è possibile provvedere con dei correttivi. Dall’altro lato ci sono tipologie di rischi che possono insorgere nel tempo a seguito dei cambiamenti che si verificano dentro l’azienda. Ecco perché è importante monitorare le attività aziendali e osservare le dinamiche che si sviluppano internamente.

I danni alla persona

I disturbi cambiano a seconda dell’esposizione allo stress sui luoghi di lavoro. Tipicamente in periodi brevi si rilevano disturbi del sonno, cambiamenti di umore, affaticamento, mal di testa e mal di stomaco, irritabilità. Con un’esposizione per lunghi periodi si rilevano casi più impattanti di: mal di schiena, affaticamento cronico, problemi digestivi, ansia, depressione, alterazioni al sistema immunitario, malattie autoimmuni, malattie cardiovascolari, ipertensione, diabete. In casi estremi si rilevano casi di tentativo di suicidio.
Se si estende il discorso dello sviluppo di queste patologie alle ricadute a livello familiare e sociale il quadro diventa ancora più pesante.

I danni al patrimonio aziendale

Le conseguenze aziendali più note da questi disturbi possono essere: scarso rendimento, incremento del tasso di assenteismo (soprattutto per controlli medici), incremento della probabilità di incidenti, incremento delle azioni legali contro l’azienda ritenuta responsabile delle sopravvenute condizioni di salute. Solo per fare un esempio: per stress da lavoro nel Regno Unito tra il 2011 – 2012 ci sono stati 10.400.000 di giorni perduti (non lavorati). Come a dire che per un intero anno 50.000 persone non hanno lavorato!

Soluzioni

Oggi ciascuna azienda può disporre della misurazione di tali costi per la propria organizzazione. In questo modo è possibile fare un confronto con la quota di investimenti per migliorare il benessere organizzativo.
Rispettare gli obblighi di legge non può essere solo un limite ma deve diventare un’opportunità. Oggi è imprescindibile sviluppare un’apposita strategia di benessere organizzativo ed i costi conseguenti. Il supporto e la collaborazione multidisciplinare di professionisti aiuta a pianificare interventi mirati di prevenzione e miglioramento dell’ambiente di lavoro.

Riflettiamoci

Lo stress da lavoro correlato impatta sulla vita dell’azienda stessa. Sotto il profilo manageriale la vera sfida è assumere la scelta di modificare gli assetti consolidati in anni. Infatti non si può sottovalutare che nel tempo tali assetti possano essere diventati meno efficaci di quanto lo fossero inizialmente. La percezione di malessere del capitale umano potrà essere facilmente gestita se attivate per tempo con le giuste strategie.

 

È impossibile cambiare gli eventi, ma puoi cambiare il tuo modo di giudicarli

Isabel Allende

Le vignette contenute nel presente articolo sono una creazione di Gianluca Bertone.

Parliamone

Da quasi 20 anni mi occupo di persone, organizzazioni e Capitale Umano. Di questi 8 anni sono stati focalizzati sul benessere organizzativo e delle persone che in esse agiscono. Nello specifico curo le analisi e le strategie per lo sviluppo del capitale umano oltre che dell’applicazione consapevole delle norme vigenti che vi fanno riferimento.

Contattami per una consulenza gratuita.

Gianluca Bertone – BERTONEHR

La crescita del capitale umano

Fonti

Calculating the costs of work-related stress and psychosocial risks – A literature review

Lascia un commento

avatar
  Subscribe  
Notificami

Inizia a digitare e premi Enter per effettuare una ricerca