Come valorizzare l’orientamento professionale

Fa un certo effetto rilevare di aver curato fino ad oggi circa 12.000 valutazioni di CV e colloqui tra Italia ed estero. Sono molto onorato di essere un custode di emozioni, racconti e testimonianze provenienti tutti da esperienze di ricerca lavoro. Andando oltre le specificità individuali, ho provato ad unire i punti e ne è venuto fuori che un tratto che accomuna tantissime esperienze di ricerca lavoro è il gap di consapevolezza sulle proprie attitudini e su quanto queste siano dinamiche.
Sono sempre troppo pochi i percorsi di orientamento adeguati ai tempi, alle opportunità ed al mercato. Per cui si può reagire in due modi:

  1. proseguire a maledire lo Stato, la corruzione, il vigile zelante e la Juve ladrona che tanto è solo colpa degli altri.
  2. iniziare a darsi da fare puntando sul patrimonio migliore disponibile: se stessi e le proprie attitudini.

Il seguito è esclusivamente consigliato e rivolto solo a chi reagisce come indicato nel modo 2.

Parte dalla curiosità
La curiosità è la leva di azione più potente in natura, ce ne accorgiamo sempre quando riguarda direttamente noi stessi e/o i bambini in particolare.
Per inciso, sebbene sia convinto di aver sviluppato una certa abilità nella gestione dei bambini e di me stesso, ero fiducioso quando ho proposto ai miei figli di fare un’esperienza extra-ordinaria ritenendo di utilizzare la migliore strategia per coinvolgerli suscitando una curiosità garbata e contenuta.

Prosegue cogliendo le opportunità del presente
Oggi è un dono e per questo si chiama presente” (cit. dal film Kung fu Panda).
Noi siamo fatti dal nostro passato che ci guida e proietta verso il futuro. Ma quanto spesso sottovalutiamo il presente? Ad esempio: pensare di interagire con un robot umanoide ieri era solo una fantasia e immaginiamo che un domani possa accadere, e mentre lo immaginiamo ci imbattiamo in un presente in cui ciò accade. E non si riesce a non esserne grati.
Il presente è RobotCup@School2018, progetto di orientamento allo studio e al lavoro rivolto agli studenti delle scuole superiori, organizzato dal DIEM (Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione ed Elettrica e Matematica Applicata) di UNISA. Si tratta di un progetto avviato nel 2016 e che nel 2018 è cresciuto coinvolgendo le scuole superiori (non più solo licei scientifici) di tutta la regione Campania (non più solo Avellino e Salerno).
Questo progetto cresce perché valorizza:

    1. Metodologie innovative: la gamification (uso di schemi di gioco per perseguire finalità serie e distanti dal solo e semplice divertimento) a tutt’oggi è per la Campania un metodo innovativo.
    2. Digital & Social: mediante l’uso ottimizzato e competente di infrastrutture web e social;
    3. Territorio: l’Università di Salerno esce dai confini tradizionali e si rivolge a ben 21 istituti superiori costruendo una vera e propria rete di cervelli, di competenze, di conoscenze e di creatività. Un vero e proprio investimento in Capitale Umano!
    4. Persone:
      • Gli studenti prossimi al diploma – che stanno pensando se, come e perché proseguire gli studi – sperimentano e misurano la propensione al settore.
      • I prof delle scuole che veicolano ed animano i propri allievi con una sfida su cui misurarsi.
      • I prof universitari che stimolano la curiosità e misurano i cervelli che verranno.

Continua con la sfida
Gli studenti sono chiamati a dar vita ad un ammasso di plastiche, metalli e fluidi che è Pepper, un robot umanoide, che ad essere onesti tutto è fuorché un ammasso ma è un robot molto affascinante.
Il compito è stato di studiare tecniche e linguaggi di programmazione per progettare secondo specifici requisiti. Lo scopo è stato di rendere Pepper autonomo nel muoversi e parlare in modo coordinato e razionale.
Ma la sfida è andata molto oltre perché ha stimolato la curiosità ben oltre i confini delle persone direttamente coinvolte nel progetto.

Far emergere le attitudini e gli orientamenti da sviluppare
Non potendo prendere parte al progetto né io né i miei figli – per ovvii motivi anagrafici – li ho portati con me a partecipare all’evento di premiazione – tenutosi la scorsa settimana presso UNISA – momento in cui i finalisti mostrano i risultati del proprio lavoro.
I miei figli hanno interagito con Pepper, ne sono rimasti entusiasti e ovviamente entrambi vogliono darsi all’Ingegneria Informatica. Sotto sotto confesso che anche io ne sono entusiasta e – al di là della voglia di fabbricarne e programmarne qualcuno tutto per me – è stata l’occasione per iniziare a dare alcune risposte al vulcano di quesiti che tra i miei figli e me sono emerse sul futuro prossimo e sul potenziale che c’è dietro tutto questo.
Ciò che consola è che qui ed ora i cervelli non sono in fuga ma lavorano per il domani.

E tu? Sei riuscito a far emergere attitudini ed orientamenti? Come hai fatto o stai facendo o conti di fare?
Tutti noi realizziamo un percorso unico di orientamento formativo e professionale. L’invito per te è a condividere anche la tua esperienza nei commenti o in un nuovo thread.
La condivisione aiuta a fare emergere e sviluppare gli aspetti di facilità quanto di difficoltà.

I miei figli ed io ringraziamo tutti i protagonisti di questo magnifico progetto, in modo particolare il Prof. Gennaro Percannella per gli stimoli.

 

 

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